Paul Bernardo e Karla Homolka: Ken and Barbie Killers

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Paul Bernardo e Karla Homolka
Paul Bernardo e Karla Homolka formano una delle coppie criminali più note della storia canadese. Tra aggressioni sessuali, rapimenti e omicidi, il caso evidenzia anche gravi criticità investigative e un controverso accordo giudiziario che continua a suscitare dibattiti a oltre trent'anni dai fatti accaduti in Ontario.

Scheda archivio

Nome caso / serial killer Paul Bernardo e Karla Homolka (Ken and Barbie Killers)
Periodo / date 1990–1992
Luogo St. Catharines e Scarborough, Ontario
Paese Canada
Vittime
Accertate 3
Modus operandi

Adescamento, sequestro e violenze sessuali ai danni di giovani vittime, seguiti da omicidio e documentazione video degli abusi.

Tabella dei Contenuti

St. Catharines, Ontario, Paul Bernardo e Karla Homolka iniziano una relazione destinata a trasformarsi in uno dei casi di cronaca nera più noti della storia canadese. Tra il 1990 e il 1992 la coppia di serial killer è coinvolta in una serie di violenze sessuali e omicidi che portano a un procedimento giudiziario destinato a suscitare un lungo dibattito sul ruolo di entrambi i responsabili.

L’incontro tra Paul Bernardo e Karla Homolka

Quando Paul Bernardo conosce Karla Homolka, conduce già da anni una doppia esistenza. All’esterno appare come un giovane inserito nella società canadese, con un impiego stabile e una vita apparentemente ordinaria. Parallelamente, però, è l’autore della serie di aggressioni sessuali che tra il 1987 e il 1990 colpiscono numerose donne nell’area di Scarborough, a Toronto. Quei delitti, ancora privi di un responsabile identificato, portano investigatori e mezzi di informazione a parlare dello “Scarborough Rapist”, un aggressore seriale che continua ad agire senza essere individuato.

Quando incontra Karla Homolka, nessuno collega Bernardo a quella lunga sequenza di violenze. Le indagini sono ancora in corso e, nonostante alcuni elementi investigativi importanti, la sua identità rimane sconosciuta. Questa circostanza consente a Bernardo di costruire una relazione sentimentale senza destare sospetti, mantenendo separata la propria immagine pubblica dalle attività criminali che continua a occultare.

Karla Homolka lavora come assistente veterinaria e ha poco più di vent’anni. La relazione con Bernardo si sviluppa rapidamente e assume fin dall’inizio caratteristiche di forte dipendenza emotiva. I due condividono interessi, progetti di vita e una quotidianità che, osservata dall’esterno, appare del tutto ordinaria. Con il passare dei mesi, tuttavia, emergono dinamiche sempre più complesse, nelle quali la sessualità, il controllo reciproco e la progressiva normalizzazione della violenza diventano elementi centrali del rapporto.

Proprio questa relazione rappresenta il punto di svolta nella storia criminale di Paul Bernardo. Se fino a quel momento la sua attività delittuosa consiste prevalentemente in aggressioni sessuali seriali commesse in solitudine, dopo l’inizio della convivenza con Karla Homolka il livello della violenza aumenta progressivamente fino a comprendere sequestri, torture e omicidi. È questa evoluzione, più che le singole condotte precedenti di Bernardo, a trasformare il caso in uno dei procedimenti penali più discussi nella storia del Canada.

Una relazione che modifica l’evoluzione criminale di Bernardo

Nel corso del 1990 la relazione tra Paul Bernardo e Karla Homolka diventa sempre più stabile. Dopo pochi mesi i due iniziano a convivere e costruiscono l’immagine di una giovane coppia della classe media canadese. Agli occhi di amici, conoscenti e familiari conducono una vita apparentemente ordinaria, fatta di lavoro, progetti condivisi e preparativi per il matrimonio. Nulla, osservando la loro quotidianità dall’esterno, lascia intuire ciò che avviene nella sfera privata.

Dietro questa normalità si sviluppa però una dinamica relazionale caratterizzata da un crescente coinvolgimento di Karla nelle fantasie sessuali di Bernardo. Fin dall’inizio del rapporto emerge un interesse condiviso per pratiche sempre più estreme, alimentato da una progressiva ricerca di esperienze che superano continuamente i limiti precedenti. Nel tempo questa escalation non rimane confinata all’ambito della coppia, ma si estende anche a persone esterne, trasformando la violenza in uno strumento funzionale alla soddisfazione dei desideri di Bernardo.

Uno degli aspetti che renderà il caso oggetto di un lungo dibattito giudiziario riguarda proprio il ruolo di Karla Homolka. Per molti anni l’opinione pubblica si divide tra chi la considera una giovane donna completamente soggiogata dalla personalità dominante del compagno e chi, al contrario, ritiene che partecipi consapevolmente ai reati. Le successive indagini, unite all’analisi delle registrazioni video sequestrate dagli investigatori, mostrano una realtà molto più complessa rispetto all’immagine inizialmente presentata durante il procedimento penale.

Prima dell’arresto, tuttavia, nessuno dispone di questi elementi. Bernardo continua a mantenere un’apparenza rispettabile e Karla non suscita particolari sospetti. La loro vita sociale procede regolarmente, mentre il matrimonio viene organizzato senza che amici e parenti abbiano motivo di immaginare la natura delle attività criminali che si stanno sviluppando all’interno della relazione.

Il 29 giugno 1991 i due si sposano con una cerimonia celebrata in Ontario alla presenza di familiari e conoscenti. Le fotografie del matrimonio, diffuse successivamente dai mezzi di informazione, contribuiscono a rafforzare nell’opinione pubblica il contrasto tra l’immagine della coppia e la gravità dei reati che emergeranno negli anni successivi. Proprio questa apparente normalità diventa uno degli elementi più discussi del caso, perché dimostra quanto Bernardo e Homolka riescano a separare la propria vita pubblica dalle violenze che si consumano nella sfera privata.

Nei mesi che precedono il matrimonio, tuttavia, la violenza ha già oltrepassato una soglia irreversibile. Prima ancora che la coppia inizi la serie di sequestri e omicidi destinati a renderla nota come Ken and Barbie Killers, si verifica un episodio destinato a segnare in modo definitivo l’intera vicenda: la morte di Tammy Homolka, sorella minore di Karla. È da questo momento che il caso assume una dimensione completamente diversa e che la responsabilità di entrambi diventa uno dei temi centrali dell’inchiesta e del successivo processo.

La morte di Tammy Homolka e il primo omicidio attribuito alla coppia

Nel dicembre 1990, pochi mesi dopo l’inizio della relazione tra Paul Bernardo e Karla Homolka, si verifica l’episodio che segna il passaggio dalle aggressioni sessuali alla morte di una vittima. La sera del 23 dicembre, nella casa della famiglia Homolka a St. Catharines, la quindicenne Tammy Homolka perde la vita durante un’aggressione organizzata dalla coppia.

Secondo quanto emergerà nel corso delle indagini e del procedimento giudiziario, Bernardo manifesta da tempo interesse nei confronti della sorella minore di Karla. Quest’ultima, nel tentativo di soddisfare le richieste del compagno, sottrae dall’ambulatorio veterinario in cui lavora alcuni anestetici e li utilizza per stordire Tammy durante una riunione familiare organizzata in occasione delle festività natalizie.

Una volta che la ragazza perde conoscenza, Bernardo e Homolka la conducono in una stanza della casa, dove hanno inizio violenze sessuali documentate anche attraverso riprese video. Durante l’aggressione Tammy inizia però a vomitare mentre si trova in stato di incoscienza. Nonostante i tentativi di rianimarla, la giovane muore per asfissia provocata dall’inalazione del vomito.

L’arrivo dei servizi di emergenza non modifica l’esito degli eventi. Le circostanze del decesso vengono inizialmente interpretate come un tragico incidente domestico avvenuto dopo un consumo eccessivo di alcol. In assenza di elementi immediatamente riconducibili a un’aggressione e senza conoscere quanto realmente accaduto nelle ore precedenti, la morte di Tammy non viene collegata ad attività criminali.

Per Bernardo e Homolka questo rappresenta un momento decisivo. Anziché interrompere la propria escalation di violenza, la coppia riesce a evitare conseguenze giudiziarie immediate e continua la relazione come se nulla fosse accaduto. Nei mesi successivi organizza il matrimonio e mantiene una vita sociale apparentemente normale, mentre nessuna autorità collega ancora Bernardo alle aggressioni seriali di Scarborough né sospetta il coinvolgimento di entrambi nella morte della giovane.

Solo anni dopo, grazie alle confessioni, alle testimonianze raccolte durante le indagini e soprattutto alle videocassette sequestrate nell’abitazione della coppia, gli investigatori ricostruiscono con precisione quanto accaduto quella notte. La morte di Tammy Homolka viene così considerata il primo episodio mortale direttamente riconducibile all’azione congiunta di Paul Bernardo e Karla Homolka e costituisce il punto di partenza della successiva sequenza di sequestri, violenze e omicidi che porterà il Canada a confrontarsi con uno dei casi criminali più discussi della propria storia.

Leslie Mahaffy: il caso che porta la coppia all’omicidio premeditato

Dopo la morte di Tammy Homolka trascorrono circa diciotto mesi prima che Paul Bernardo e Karla Homolka tornino a colpire. L’assenza di conseguenze giudiziarie convince entrambi di poter continuare le proprie attività senza attirare l’attenzione degli investigatori, mentre Bernardo prosegue a coltivare fantasie violente sempre più estreme.

Nella notte tra il 14 e il 15 giugno 1991 la quattordicenne Leslie Mahaffy partecipa a una serata con alcuni amici a Burlington, in Ontario. Rientrando a casa oltre l’orario stabilito, trova la porta d’ingresso chiusa. I genitori, ignari del suo arrivo, stanno già dormendo e la ragazza rimane all’esterno dell’abitazione. È in quel momento che Bernardo la intercetta.

Le ricostruzioni processuali indicano che la giovane viene costretta a salire sull’automobile di Bernardo e trasportata nella casa che l’uomo condivide con Karla Homolka. Qui la ragazza viene trattenuta per diverse ore, sottoposta a ripetute violenze sessuali e filmata mentre Bernardo e Homolka documentano quanto sta accadendo con una videocamera. Le registrazioni realizzate durante quei momenti diventeranno, anni dopo, una delle prove più importanti dell’intero procedimento penale.

Al termine della prigionia Leslie Mahaffy viene uccisa mediante strangolamento. Dopo il decesso, Bernardo e Homolka tentano di eliminare ogni possibile elemento utile all’identificazione del corpo. I resti della ragazza vengono smembrati e racchiusi in blocchi di cemento che vengono successivamente abbandonati nel lago Gibson, nei pressi di St. Catharines.

Il tentativo di occultamento, tuttavia, non produce il risultato sperato. Il 29 giugno 1991, lo stesso giorno in cui Paul Bernardo e Karla Homolka celebrano il proprio matrimonio, alcuni pescatori individuano nel lago i blocchi di cemento contenenti i resti della giovane. Il ritrovamento apre immediatamente un’indagine per omicidio, ma gli investigatori non dispongono ancora di elementi sufficienti per collegare quel delitto alla coppia.

Per mesi il caso di Leslie Mahaffy procede senza un responsabile identificato. La brutalità dell’omicidio e le modalità con cui il corpo viene occultato attirano una notevole attenzione mediatica, mentre le autorità cercano di individuare un collegamento con altri episodi di violenza verificatisi nella regione. Nessuno, però, sospetta ancora che uno degli autori conduca una vita apparentemente normale e abbia appena pronunciato il proprio giuramento matrimoniale davanti a familiari e amici.

L’omicidio di Leslie Mahaffy rappresenta una svolta decisiva nella progressione criminale di Bernardo e Homolka. Se la morte di Tammy è inizialmente interpretata come un incidente, il sequestro, la detenzione e l’uccisione della quattordicenne mostrano una pianificazione molto più articolata, accompagnata dalla volontà di documentare le violenze e di occultarne sistematicamente le conseguenze. È un modello operativo che, a poche settimane di distanza, verrà riproposto con un’altra giovane vittima: Kristen French.

Kristen French e l’escalation della violenza

Poco meno di un anno dopo l’omicidio di Leslie Mahaffy, Paul Bernardo e Karla Homolka individuano una nuova vittima. Il 16 aprile 1992 la quindicenne Kristen French sta rientrando a casa dopo la scuola a St. Catharines quando viene avvicinata dalla coppia.

Le ricostruzioni investigative indicano che Homolka si presenta alla ragazza fingendo di avere bisogno di indicazioni stradali. La presenza di una donna contribuisce a ridurre la diffidenza della giovane, mentre Bernardo rimane nelle immediate vicinanze pronto a intervenire. In pochi istanti Kristen viene costretta a salire sull’automobile della coppia e condotta nell’abitazione di Port Dalhousie.

Anche in questo caso la vittima viene trattenuta per diverse ore. Durante la prigionia subisce ripetute violenze sessuali e fisiche, mentre Bernardo e Homolka documentano parte degli abusi con una videocamera, replicando uno schema già utilizzato durante il sequestro di Leslie Mahaffy. Le registrazioni mostreranno in seguito la partecipazione di entrambi agli eventi, assumendo un’importanza determinante nel procedimento giudiziario.

Dopo circa ventiquattro ore di prigionia, Kristen French viene uccisa mediante strangolamento. Terminata l’aggressione, Bernardo e Homolka trasportano il corpo in un’area rurale nei pressi di Burlington, dove lo abbandonano nel tentativo di ritardarne il ritrovamento.

Il 30 aprile 1992 alcuni passanti individuano il cadavere lungo una strada di campagna. L’autopsia conferma che la giovane è stata vittima di violenze prima della morte e gli investigatori iniziano a valutare la possibilità che l’omicidio presenti analogie con quello di Leslie Mahaffy. Le due vittime hanno un’età simile, vengono sequestrate nella stessa area geografica e subiscono modalità di aggressione compatibili con un medesimo autore.

Con il procedere delle indagini prende forma l’ipotesi che nella regione sia attivo un responsabile seriale. Gli investigatori intensificano la raccolta di testimonianze, analizzano i movimenti delle vittime e confrontano le prove biologiche recuperate sulle diverse scene del crimine. Parallelamente continua anche il lavoro per identificare lo Scarborough Rapist, senza che emerga ancora il collegamento con Paul Bernardo.

L’omicidio di Kristen French segna il punto più alto dell’escalation criminale della coppia. Nel giro di poco più di un anno Bernardo e Homolka passano dalla morte di Tammy, inizialmente considerata accidentale, a due sequestri pianificati conclusi con torture, violenze sessuali e omicidi. È proprio la successione ravvicinata di questi delitti, unita ai successivi sviluppi investigativi, a consentire agli inquirenti di ricostruire un quadro sempre più coerente delle responsabilità della coppia, aprendo la strada agli eventi che porteranno infine alla loro identificazione e al loro arresto.

Jane Doe, le violenze documentate e l’inizio della fine

Mentre le indagini sugli omicidi di Leslie Mahaffy e Kristen French proseguono senza un responsabile identificato, emerge un altro episodio destinato ad assumere un’importanza centrale nella ricostruzione dell’intero caso. Si tratta dell’aggressione ai danni di una giovane donna la cui identità rimane protetta dalle autorità giudiziarie e che nei documenti processuali viene indicata con lo pseudonimo di Jane Doe.

L’episodio si verifica nei mesi successivi agli omicidi. Bernardo e Homolka attirano la giovane nella propria abitazione, dove viene sottoposta a ripetute violenze sessuali. Anche in questa occasione la coppia utilizza una videocamera per registrare parte degli abusi, proseguendo una pratica già adottata con le precedenti vittime. Le immagini realizzate durante queste aggressioni rappresenteranno, anni dopo, uno degli elementi probatori più significativi dell’intero procedimento penale.

A differenza di Leslie Mahaffy e Kristen French, Jane Doe sopravvive. La sua testimonianza, raccolta nel corso delle indagini, permette agli investigatori di acquisire informazioni preziose sulle modalità operative della coppia e contribuisce a ricostruire un modello criminale caratterizzato da una pianificazione accurata, dalla partecipazione di entrambi gli autori e dalla sistematica documentazione delle violenze.

Nel frattempo la situazione all’interno della relazione tra Bernardo e Homolka diventa sempre più instabile. La convivenza è segnata da episodi di violenza domestica, aggressioni fisiche e un crescente controllo esercitato da Bernardo sulla moglie. Nel gennaio 1993 Karla viene ricoverata in ospedale con gravi lesioni. Ai medici e agli investigatori racconta di essere stata vittima di un’aggressione da parte del marito, fornendo una versione dei fatti che presenta Bernardo come unico responsabile della violenza all’interno della coppia.

Questa denuncia modifica profondamente il corso delle indagini. Gli investigatori iniziano a concentrare l’attenzione su Bernardo non soltanto per i maltrattamenti denunciati dalla moglie, ma anche per verificare eventuali collegamenti con le aggressioni sessuali irrisolte attribuite allo Scarborough Rapist. Parallelamente vengono disposti nuovi accertamenti genetici sui campioni biologici raccolti negli anni precedenti, mentre gli elementi raccolti iniziano finalmente a convergere verso un unico sospettato.

Per la prima volta dopo anni di indagini separate, i procedimenti relativi alle aggressioni di Scarborough e agli omicidi di Leslie Mahaffy e Kristen French iniziano a intrecciarsi. Ciò che fino a quel momento appare come una serie di episodi distinti prende progressivamente la forma di un’unica vicenda criminale, destinata a trovare conferma nelle perquisizioni e nei materiali sequestrati nell’abitazione della coppia. Questi accertamenti porteranno alla scoperta delle videocassette che documentano le violenze e cambieranno radicalmente il procedimento giudiziario nei confronti di Paul Bernardo e Karla Homolka.

L’arresto, il “Deal with the Devil” e il processo

Il 17 maggio 1993 Paul Bernardo viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale dopo che il confronto tra il suo profilo genetico e i campioni biologici raccolti durante le aggressioni di Scarborough conferma una corrispondenza. Per gli investigatori si tratta della svolta attesa da anni: lo Scarborough Rapist ha finalmente un nome. Tuttavia, in quel momento, non sono ancora disponibili prove sufficienti per dimostrare il suo coinvolgimento negli omicidi di Leslie Mahaffy e Kristen French.

Parallelamente proseguono gli accertamenti nei confronti di Karla Homolka. Dopo aver denunciato le violenze subite dal marito, la donna accetta di collaborare con la procura e fornisce una lunga ricostruzione dei fatti. I magistrati ritengono inizialmente che il suo ruolo sia quello di una vittima costretta a partecipare ai reati sotto il controllo di Bernardo. Sulla base di questa valutazione viene raggiunto un accordo con l’accusa: in cambio della sua testimonianza contro il marito, Homolka si dichiara colpevole di due capi d’imputazione per omicidio colposo e accetta una pena di dodici anni di reclusione.

L’accordo, destinato a essere ricordato come “Deal with the Devil”, viene sottoscritto in un momento in cui gli investigatori ignorano ancora l’esistenza di un elemento probatorio destinato a modificare profondamente la percezione dell’intero caso.

Durante la successiva perquisizione dell’abitazione della coppia vengono infatti recuperate alcune videocassette che il precedente difensore di Bernardo aveva trattenuto senza consegnarle immediatamente alle autorità. Le registrazioni documentano numerosi episodi di violenza sessuale e mostrano la partecipazione attiva di Karla Homolka durante gli abusi commessi nei confronti delle vittime. Il contenuto delle immagini contrasta con la rappresentazione della donna come semplice vittima della volontà del marito e apre un acceso dibattito sulla correttezza dell’accordo raggiunto con la procura.

Nonostante la scoperta delle videocassette, il patteggiamento non può essere revocato. L’accordo è ormai perfezionato e produce effetti giuridici vincolanti, impedendo ai pubblici ministeri di formulare nuove accuse per gli stessi fatti. Questa circostanza suscita forti polemiche nell’opinione pubblica canadese, che considera la pena inflitta a Homolka sproporzionata rispetto agli elementi emersi successivamente.

Il processo nei confronti di Paul Bernardo si apre nel 1995 davanti alla Corte dell’Ontario. Nel corso del dibattimento vengono presentate prove genetiche, testimonianze, registrazioni video e numerosi elementi raccolti durante anni di indagini. L’insieme del materiale probatorio consente alla giuria di ricostruire la sequenza delle aggressioni, dei sequestri e degli omicidi attribuiti all’imputato.

Al termine del procedimento Bernardo viene riconosciuto colpevole degli omicidi di Leslie Mahaffy e Kristen French, oltre che di numerosi reati di natura sessuale commessi sia durante il periodo dello Scarborough Rapist sia insieme a Karla Homolka. La condanna all’ergastolo, accompagnata dalla qualifica di offender pericoloso (Dangerous Offender), comporta la possibilità di una detenzione a tempo indeterminato, con un regime particolarmente restrittivo e la possibilità di richiedere la libertà condizionale soltanto dopo il periodo minimo previsto dalla legge canadese.

Il procedimento giudiziario chiude formalmente la vicenda processuale, ma non pone fine alle discussioni sul caso. Il ruolo effettivamente svolto da Karla Homolka, la validità del patteggiamento e le conseguenze della tardiva scoperta delle videocassette continuano ancora oggi a rappresentare uno dei temi più controversi della giustizia penale canadese.

Un caso che continua a interrogare il sistema giudiziario canadese

Il caso di Paul Bernardo e Karla Homolka occupa ancora oggi un posto centrale nella storia della cronaca nera canadese non soltanto per la gravità dei reati commessi, ma anche per le numerose questioni investigative e giudiziarie emerse durante il procedimento. La vicenda mette infatti in evidenza come un’indagine possa essere profondamente condizionata dalla disponibilità delle prove, dai tempi con cui vengono acquisite e dalle decisioni assunte nelle fasi iniziali dell’azione penale.

Uno degli aspetti maggiormente discussi riguarda il ritardo con cui il profilo genetico di Bernardo viene confrontato con i campioni biologici raccolti durante le aggressioni di Scarborough. Il DNA dell’uomo è disponibile alle autorità molti mesi prima della sua identificazione ufficiale, ma una lunga serie di ritardi nell’analisi dei reperti consente al responsabile di rimanere in libertà mentre continua la propria attività criminale. Questa circostanza diventa oggetto di successive verifiche istituzionali e alimenta un ampio dibattito sull’organizzazione delle indagini e sulla gestione delle prove biologiche nei procedimenti per reati seriali.

Un secondo elemento destinato a lasciare un segno profondo è rappresentato dal patteggiamento concesso a Karla Homolka. L’accordo viene definito quando gli investigatori ritengono che la donna sia soprattutto una vittima delle violenze esercitate dal marito e una testimone indispensabile per ottenere la condanna di Bernardo. La successiva scoperta delle videocassette modifica però radicalmente questa ricostruzione, mostrando una partecipazione ai reati ben più ampia di quella inizialmente ipotizzata. L’impossibilità di revocare il patteggiamento una volta perfezionato trasforma il procedimento in uno degli esempi più citati nel dibattito sui limiti degli accordi tra accusa e imputati.

Anche dopo la conclusione del processo il caso continua a suscitare attenzione. Paul Bernardo rimane detenuto in un istituto penitenziario di massima sicurezza, sottoposto al regime previsto per i detenuti classificati come particolarmente pericolosi. Ogni notizia relativa ai suoi trasferimenti, alle richieste di benefici penitenziari o alle condizioni della detenzione continua a generare un intenso dibattito pubblico, soprattutto tra i familiari delle vittime e nell’opinione pubblica canadese.

Karla Homolka, dopo avere scontato integralmente la pena prevista dall’accordo con la procura, torna invece in libertà nel 2005. Negli anni successivi cambia più volte residenza, utilizza diversi cognomi e conduce una vita lontana dall’attenzione mediatica, pur continuando a essere oggetto di un forte interesse da parte dei mezzi di informazione. La sua scarcerazione riaccende periodicamente il confronto sul significato del “Deal with the Devil” e sulla proporzionalità della pena rispetto al ruolo effettivamente ricoperto durante i delitti.

A oltre trent’anni dagli omicidi di Leslie Mahaffy e Kristen French, la vicenda di Paul Bernardo e Karla Homolka continua a essere studiata sotto molteplici prospettive. Il caso rappresenta infatti un punto di riferimento per l’analisi delle dinamiche criminali di coppia, dell’evoluzione delle indagini fondate sulle prove genetiche e delle conseguenze che possono derivare da decisioni processuali assunte quando il quadro probatorio non è ancora completo. È proprio l’intreccio tra violenza seriale, errori investigativi, strategie difensive e limiti del sistema giudiziario a fare di questa vicenda uno dei casi più complessi e discussi della storia criminale del Canada.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp

Altre storie...

BIO

Leggi anche

Bernardo
Tra il 1987 e il 1990 lo Scarborough Rapist terrorizza l'area orientale di Toronto con una lunga serie di aggressioni sessuali. Solo anni dopo il DNA identifica il responsabile in Paul Bernardo, prima che il suo nome venga definitivamente associato ai successivi omicidi commessi insieme a Karla Homolka.
Menti Criminali
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie in modo da poterti offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web ritieni più interessanti e utili.