Distretto di Kamyshin, Russia, 9 settembre 2026 – Alexander Spesivtsev è ancora vivo e rimane sottoposto a trattamento psichiatrico coatto in una struttura specializzata della regione di Volgograd. Il provvedimento non ha una scadenza prefissata e può essere modificato o revocato soltanto attraverso una valutazione psichiatrica e una decisione del tribunale.
Dove si trova oggi Alexander Spesivtsev
A settembre 2026 Alexander Spesivtsev ha cinquantasei anni e si trova ancora in una struttura psichiatrica specializzata della regione di Volgograd, dove rimane sottoposto a una misura di trattamento coatto applicata in conseguenza della sua condizione psichiatrica e dei delitti attribuitigli. Le informazioni disponibili permettono di localizzare la struttura nel distretto di Kamyshin, nei pressi del villaggio di Dvoryanskoye, dove opera un ospedale psichiatrico federale specializzato con regime di sorveglianza intensiva.
La precisazione geografica è importante perché nel corso degli anni la struttura viene spesso indicata semplicemente come “ospedale psichiatrico di Kamyshin”, formula che può far pensare a un istituto collocato direttamente all’interno della città. Le informazioni più recenti individuano invece il complesso sanitario nel territorio del distretto, in una struttura destinata a persone che necessitano di un controllo psichiatrico continuativo e particolarmente rigoroso.
Spesivtsev si trova in questo sistema di trattamento dal 1999. La sua permanenza non corrisponde a una pena detentiva con una data di inizio e una data di fine, ma a una misura medica disposta dal tribunale e collegata alla valutazione della sua pericolosità e del suo stato mentale. Proprio questa differenza alimenta da molti anni una parte consistente delle notizie errate che circolano sul suo conto, soprattutto quelle relative a una presunta imminente liberazione.
Non esiste infatti un giorno nel quale la misura debba automaticamente terminare. La permanenza nella struttura continua finché sussistono i presupposti medici e giuridici che ne giustificano l’applicazione.
Perché Spesivtsev non si trova in carcere
La posizione giudiziaria di Alexander Spesivtsev si distingue da quella di un detenuto condannato a una pena temporanea o all’ergastolo. Il punto centrale non riguarda soltanto l’accertamento dei fatti commessi, ma la capacità dell’uomo di comprenderne il significato e di controllare le proprie azioni nel momento in cui li compie.
Nel procedimento degli anni Novanta gli esami psichiatrici assumono un ruolo decisivo. Spesivtsev presenta una lunga storia di disturbi psichiatrici già precedente alla scoperta dell’appartamento di Novokuznetsk e viene sottoposto a diverse valutazioni specialistiche. Le conclusioni raggiunte nel procedimento relativo agli omicidi portano al riconoscimento di una condizione incompatibile con l’ordinaria responsabilità penale e alla conseguente applicazione di una misura medica coercitiva.
Questo passaggio non equivale a un’assoluzione nel significato comune del termine e non determina il ritorno in libertà. Il sistema distingue infatti tra pena e misura di sicurezza sanitaria: quando una persona commette fatti penalmente rilevanti in una condizione di infermità mentale tale da escludere l’imputabilità, il tribunale può disporre il trattamento psichiatrico obbligatorio se la condizione della persona rappresenta un pericolo per sé stessa o per gli altri.
Nel caso di Spesivtsev viene applicata la forma più restrittiva di trattamento in una struttura specializzata con sorveglianza intensiva. Il presupposto non è quindi la durata astratta della pena che sarebbe stata applicabile a una persona riconosciuta imputabile, ma la persistenza delle condizioni cliniche che rendono necessario il ricovero.
È proprio per questa ragione che descrivere la struttura come un semplice “carcere psichiatrico” può risultare comprensibile nel linguaggio comune ma poco preciso sul piano giuridico. Spesivtsev non sconta una pena carceraria in un istituto penitenziario: rimane sottoposto a una misura medica coercitiva disposta e periodicamente controllata dall’autorità giudiziaria.
Come viene deciso se il trattamento deve continuare
La legislazione russa non permette che una misura di questo genere prosegua indefinitamente senza verifiche. La persona sottoposta a trattamento psichiatrico coatto deve essere esaminata periodicamente da una commissione di medici psichiatri, che valuta se esistano i presupposti per mantenere la misura, modificarla oppure chiederne la cessazione.
L’esame deve avvenire almeno una volta ogni sei mesi. Se la commissione non individua elementi che giustifichino una modifica o la cessazione del trattamento, la struttura presenta al tribunale la documentazione necessaria per la prosecuzione della misura. Dopo il primo periodo, le successive proroghe vengono disposte su base annuale.
Questo significa che la permanenza di Spesivtsev nella struttura non dipende dalla decisione autonoma di un ospedale e neppure dalla semplice scadenza di un certificato medico. La valutazione clinica costituisce il presupposto della procedura, ma la modifica o la cessazione della misura richiede un provvedimento giudiziario.
Anche Spesivtsev, il suo rappresentante legale o un familiare possono chiedere che la situazione venga riesaminata. La possibilità di presentare una richiesta non implica tuttavia che questa venga accolta: perché il regime possa essere attenuato o il trattamento possa cessare è necessario che il quadro psichiatrico renda non più necessaria la misura precedentemente applicata.
Le informazioni disponibili nel 2026 indicano che il trattamento di Spesivtsev continua a essere prorogato e che non emerge alcuna decisione giudiziaria che ne disponga la liberazione o il passaggio a una forma di assistenza incompatibile con l’attuale ricovero specializzato.
Il nuovo procedimento del 2024
La permanenza di Spesivtsev nella struttura psichiatrica non impedisce al sistema giudiziario di tornare sui delitti commessi negli anni Novanta. Il passaggio più importante avviene nel 2024, quando il caso viene nuovamente esaminato sulla base di prove che non erano state utilizzabili con la stessa efficacia durante le prime indagini.
Gli investigatori riprendono in considerazione resti umani e reperti raccolti nel 1996 e ancora conservati. Il progresso delle analisi molecolari e genetiche permette di ottenere risultati che alla fine degli anni Novanta erano tecnicamente difficili, costosi o impossibili da raggiungere con lo stesso grado di certezza. Il procedimento non riguarda quindi nuovi delitti commessi dopo il ricovero, ma episodi risalenti alla serie criminale originaria.
Nel maggio 2024 il Tribunale regionale di Kemerovo stabilisce che Spesivtsev commette altri quindici omicidi tra marzo e settembre 1996. Undici delle persone uccise sono minorenni. Nel medesimo procedimento viene ricostruito anche il tentato omicidio di un ragazzo che riesce a sopravvivere e a sottrarsi alla segregazione.
Il tribunale torna quindi a disporre nei confronti di Spesivtsev una misura medica coercitiva in una struttura psichiatrica specializzata.
L’importanza del procedimento supera la semplice conferma della sua permanenza in ospedale, perché modifica in modo sostanziale il numero delle vittime giudiziariamente attribuite all’uomo. Ai quattro omicidi già accertati nei precedenti procedimenti si aggiungono i quindici riconosciuti nel 2024, portando il totale a diciannove.
Le diciannove vittime accertate e il problema delle stime
Il numero delle vittime di Alexander Spesivtsev costituisce uno degli aspetti più confusi della sua storia criminale. Per molti anni circolano cifre molto diverse tra loro, che vanno dagli omicidi effettivamente dimostrati fino a stime superiori a ottanta persone.
Dopo il procedimento del 2024 è possibile adottare una distinzione più precisa.
Il numero giudiziariamente sostenibile è oggi quello di diciannove vittime. Questo dato deriva dall’unione degli omicidi precedentemente accertati e dei quindici episodi riconosciuti nel nuovo procedimento. Non significa necessariamente che ogni persona uccisa da Spesivtsev sia stata identificata, ma indica ciò che può essere affermato sulla base delle decisioni giudiziarie disponibili.
La cifra di ottanta o ottantadue vittime continua invece a comparire in molte ricostruzioni giornalistiche, documentari e contenuti online, spesso collegata alla quantità di oggetti, indumenti e reperti rinvenuti nell’appartamento. Questi elementi possono alimentare il sospetto che la serie sia stata più ampia, ma non permettono di trasformare automaticamente ogni oggetto appartenuto a una persona diversa nella prova di un ulteriore omicidio.
Per questa ragione il dato “80+ vittime” non rappresenta una formulazione corretta. La cifra più alta che circola nelle ricostruzioni viene generalmente presentata come un’ipotesi o come un limite possibile, non come un numero minimo dimostrato. Il quadro più rigoroso resta quindi quello di diciannove vittime accertate, con un numero complessivo potenzialmente superiore ma non determinabile sulla base delle prove attualmente rese pubbliche.
Alexander Spesivtsev è ancora vivo
Una delle ricerche più frequenti sul caso riguarda la possibilità che Spesivtsev sia morto durante gli anni trascorsi nella struttura psichiatrica. A settembre 2026 non esistono elementi che confermino la sua morte e le informazioni più recenti disponibili lo indicano ancora vivo e ricoverato nella regione di Volgograd.
La sua esistenza all’interno della struttura trova inoltre riscontro in sviluppi giudiziari molto recenti che richiedono la sua partecipazione, almeno sotto il profilo processuale.
Nel gennaio 2025 il Tribunale distrettuale Zavodskoy di Novokuznetsk esamina una causa civile promossa dalla figlia di una delle vittime, Natalia Voinova. La donna chiede dieci milioni di rubli come risarcimento del danno morale subito per essere cresciuta senza la madre, uccisa nel 1996 quando lei è ancora molto piccola.
Spesivtsev viene informato del procedimento ma dichiara di non voler partecipare all’udienza. Il tribunale accoglie parzialmente la domanda e dispone il pagamento di un milione di rubli.
La vicenda continua anche nel 2026. Nell’aprile dello stesso anno emerge che la figlia della vittima riceve versamenti mensili di circa ottomila rubli riconducibili all’esecuzione del risarcimento. Il procedimento civile diventa così uno dei pochi elementi recenti che riportano Spesivtsev fuori dal quadro puramente sanitario e mostrano come le conseguenze dei delitti del 1996 continuino a produrre effetti giudiziari quasi trent’anni dopo.
Cosa si sa realmente della sua vita nella struttura
Nel corso degli anni numerosi articoli descrivono nel dettaglio la quotidianità di Spesivtsev, attribuendogli abitudini alimentari, attività ricreative, corrispondenza con la madre, lavori manuali, letture, disegni e comportamenti particolari nei rapporti con il personale sanitario.
Il problema è che gran parte di queste informazioni deriva da ricostruzioni giornalistiche ripetute nel tempo e non da una documentazione clinica accessibile. Le strutture psichiatriche non diffondono pubblicamente i dettagli sanitari e personali dei singoli pazienti, e questa limitazione riguarda anche persone divenute note per casi criminali.
È quindi possibile descrivere il tipo di struttura nella quale Spesivtsev si trova, ma non ricostruire con lo stesso livello di certezza ogni dettaglio della sua giornata.
Gli ospedali psichiatrici specializzati con sorveglianza intensiva adottano regimi di controllo superiori a quelli di un normale reparto psichiatrico e sono destinati a pazienti che, per le loro condizioni, necessitano di una vigilanza costante. Le attività terapeutiche, riabilitative e occupazionali fanno parte del funzionamento generale di queste strutture, ma da questo non deriva automaticamente la possibilità di attribuire a Spesivtsev ogni pratica descritta in articoli o testimonianze indirette.
La distinzione è particolarmente utile nel suo caso perché la permanenza quasi trentennale nell’ospedale produce inevitabilmente un ampio insieme di racconti difficili da verificare. La parte documentalmente rilevante resta più limitata: Spesivtsev è vivo, è ancora ricoverato, continua a essere sottoposto alla misura medica e non risulta trasferito in libertà.
Le voci sulla sua possibile liberazione
Le indiscrezioni su una presunta imminente liberazione accompagnano Spesivtsev da molti anni. In alcuni momenti vengono diffuse attraverso video rielaborati, contenuti social o interpretazioni errate delle periodiche valutazioni mediche, creando l’impressione che l’uomo possa tornare improvvisamente a vivere fuori dalla struttura.
Il funzionamento della misura rende però impossibile una liberazione automatica.
Ogni valutazione periodica serve precisamente a stabilire se la situazione clinica sia cambiata. Se gli specialisti ritengono che non esistano più i presupposti per il regime in corso, possono proporne la modifica; la decisione spetta successivamente al tribunale. Se invece la condizione rimane incompatibile con una riduzione delle misure di sicurezza, il trattamento continua.
La semplice esistenza di visite mediche periodiche non rappresenta quindi un segnale di futura liberazione. Queste visite costituiscono una parte ordinaria e obbligatoria del sistema di controllo previsto dalla legge.
Fino al 9 settembre 2026 non emerge nelle fonti aperte verificate alcun provvedimento giudiziario che disponga la cessazione del trattamento di Spesivtsev, il suo trasferimento a un regime ambulatoriale o il ritorno alla vita fuori dalla struttura specializzata. Al contrario, le ricostruzioni pubblicate nel corso del 2026 continuano a indicare la proroga periodica della misura.
La possibilità giuridica di una futura modifica esiste perché nessuna misura medica coercitiva può essere dichiarata irreversibile a priori. Sul piano concreto, però, una modifica richiederebbe una nuova valutazione psichiatrica e una successiva decisione del tribunale.
Il procedimento del 2024 modifica anche la percezione del caso
Per quasi tre decenni la posizione di Spesivtsev viene letta soprattutto attraverso la contrapposizione tra la vastità dei sospetti e il numero relativamente ridotto di omicidi dimostrati negli anni Novanta. La nuova decisione del 2024 riduce in parte questa distanza, perché trasforma quindici episodi rimasti a lungo nella zona dell’attribuzione investigativa in fatti riconosciuti giudiziariamente.
Il passaggio è importante anche per comprendere perché il caso continui a produrre aggiornamenti nonostante l’autore dei delitti sia ricoverato da decenni. La permanenza in una struttura psichiatrica non chiude automaticamente le questioni investigative rimaste aperte, soprattutto quando nuovi strumenti scientifici rendono possibile riesaminare materiale raccolto molto tempo prima.
Le nuove analisi permettono di restituire identità e valore probatorio a reperti che negli anni Novanta rimangono difficili da interpretare. Il processo del 2024 non modifica soltanto una cifra, ma stabilisce una relazione giudiziaria tra Spesivtsev e altre quindici persone la cui morte non era stata dimostrata nel precedente procedimento.
Allo stesso tempo, questa nuova certezza rende ancora più necessario separare i dati accertati dalle stime. Il fatto che le tecnologie moderne abbiano consentito di dimostrare altri quindici omicidi mostra che l’indagine originaria era incompleta, ma non permette di concludere che tutte le cifre circolate negli anni siano necessariamente corrette.
Una permanenza senza una scadenza prefissata
La condizione di Alexander Spesivtsev nel 2026 si comprende soltanto distinguendo tre piani che spesso vengono sovrapposti: l’accertamento degli omicidi, la valutazione della sua imputabilità e la misura applicata per la sua pericolosità.
Sul primo piano il quadro diventa più definito dopo il procedimento del 2024, che porta a diciannove il numero delle vittime giudiziariamente attribuite. Sul secondo rimane centrale la valutazione psichiatrica che impedisce di trattare la sua posizione come quella di un comune detenuto condannato a una pena determinata. Sul terzo opera il sistema delle misure mediche coercitive, che lega la permanenza nella struttura non allo scorrere degli anni ma alla persistenza delle condizioni che rendono necessario il trattamento.
Per questo Spesivtsev può rimanere ricoverato per decenni senza che esista una sentenza all’ergastolo nel significato tradizionale del termine. La durata non viene stabilita una volta per tutte: continua a essere verificata attraverso valutazioni cliniche e decisioni giudiziarie.
Nel settembre 2026 il risultato di questo percorso rimane invariato. Alexander Spesivtsev è vivo, si trova ancora in una struttura psichiatrica specializzata con sorveglianza intensiva nella regione di Volgograd e non esiste un provvedimento pubblico che ne disponga la liberazione. Il procedimento del 2024 conferma nuovamente la necessità di una misura medica coercitiva, mentre gli sviluppi civili del 2025 e del 2026 mostrano che le conseguenze giudiziarie dei delitti continuano a produrre effetti anche dopo quasi trent’anni.
La domanda su quando Spesivtsev possa uscire non ha quindi oggi una risposta temporale. Non esiste una data da attendere né un termine di pena prossimo alla scadenza. Esiste soltanto una procedura nella quale il suo stato viene periodicamente rivalutato e il tribunale decide se le condizioni che giustificano il ricovero continuano a essere presenti. Fino a quando tale valutazione non cambia, la sua permanenza nella struttura prosegue.
