Lindsay Cutshall e Jason Allen: il duplice omicidio di Jenner Beach

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omicidio cutshall allen
Nel 2004 Lindsay Cutshall e Jason Allen vengono trovati uccisi nei sacchi a pelo su Fish Head Beach, in California. L’assenza di un movente e di tracce decisive blocca l’indagine per tredici anni, finché l’arresto di Shaun Gallon per un altro omicidio conduce alla soluzione del caso e alla condanna.

Scheda archivio

Nome caso / serial killer Omicidio di Lindsay Cutshall e Jason Allen
Soprannome Duplice omicidio di Jenner Beach
Periodo / date 14–15 agosto 2004
Luogo Fish Head Beach, Jenner, contea di Sonoma, California
Paese Stati Uniti
Vittime
Accertate 2
Modus operandi

Aggressione con fucile Marlin calibro .45 a breve distanza contro due vittime nei sacchi a pelo; successiva rimozione dei bossoli dalla scena.

Tabella dei Contenuti

Jenner, California, Stati Uniti, notte tra il 14 e il 15 agosto 2004 – Lindsay Cutshall e Jason Allen vengono uccisi a colpi di fucile mentre si trovano nei sacchi a pelo sulla spiaggia di Fish Head Beach. Il duplice omicidio viene risolto dopo tredici anni, con le dichiarazioni di Shaun Gallon e la successiva condanna.

Lindsay Cutshall e Jason Allen prima di Jenner

Lindsay Cutshall ha 22 anni e proviene da Fresno, una piccola comunità dell’Ohio, mentre Jason Allen ha 26 anni ed è originario di Zeeland, nel Michigan. I due si conoscono durante gli studi in un college biblico della West Virginia e costruiscono una relazione legata anche a interessi e progetti condivisi. Nell’estate del 2004 lavorano in California presso Rock-N-Water, un campo cristiano di attività all’aperto con sede a Coloma, nella contea di El Dorado, dove partecipano alle attività organizzate per i ragazzi e lavorano come guide nelle escursioni e nel rafting sul fiume American.

La permanenza in California rappresenta una parentesi destinata a concludersi nel giro di poche settimane. Lindsay e Jason sono fidanzati e preparano il matrimonio, previsto per il settembre successivo. Terminata la stagione estiva, progettano di rientrare nel Midwest, dove le rispettive famiglie li attendono e dove intendono iniziare la loro vita insieme. Il breve viaggio che intraprendono lungo la costa californiana nasce quindi all’interno di un periodo già definito: hanno pochi giorni liberi prima di riprendere il lavoro al campo e, successivamente, tornare a casa.

La sera di venerdì 13 agosto terminano gli impegni a Coloma e partono a bordo della Ford Tempo rossa di Lindsay. Nelle ore successive raggiungono San Francisco, visitano alcune delle principali località turistiche e scattano fotografie che permettono in seguito agli investigatori di ricostruire una parte dei loro spostamenti. Da San Francisco proseguono verso nord, lungo una costa progressivamente meno urbanizzata, attraversando l’area della Russian River Valley e raggiungendo infine Jenner, piccolo centro della contea di Sonoma situato vicino al punto in cui il Russian River incontra l’Oceano Pacifico.

Da questo momento la cronologia diventa meno precisa. Alcune segnalazioni raccolte successivamente risultano incompatibili tra loro e non tutte possono essere confermate. L’unico elemento destinato a diventare certo è che Lindsay e Jason raggiungono Fish Head Beach, una piccola spiaggia isolata a nord di Jenner, e decidono di trascorrervi la notte.

Fish Head Beach e le ultime ore della coppia

Fish Head Beach si trova sotto le scogliere che costeggiano Highway 1 e non offre le caratteristiche di un campeggio organizzato. Per raggiungere la spiaggia è necessario scendere dalla strada verso la costa, lasciandosi alle spalle l’automobile e gli edifici del piccolo abitato. La Ford Tempo di Lindsay rimane parcheggiata in una piazzola sopra la spiaggia, mentre la coppia porta con sé l’attrezzatura necessaria per passare la notte.

La presenza di Lindsay e Jason sulla spiaggia non sembra accompagnata da comportamenti che possano indicare una situazione di pericolo o un incontro già degenerato in conflitto. Sistemano i sacchi a pelo sulla sabbia e trascorrono alcune ore insieme. Le fotografie conservate nella loro macchina fotografica documentano il viaggio e il paesaggio costiero, fornendo successivamente agli investigatori una delle poche fonti disponibili per ricostruire la fase precedente all’omicidio.

Nella notte tra il 14 e il 15 agosto, Shaun Michael Gallon percorre la stessa area. Nel racconto che fornisce molti anni dopo agli investigatori, descrive di avere notato la coppia mentre raggiunge la spiaggia e di essere tornato successivamente sul posto. La ricostruzione che emerge dalla sua confessione stabilisce che Gallon scende verso Fish Head Beach, osserva Lindsay e Jason addormentati, risale fino al proprio veicolo per prendere un fucile Marlin calibro .45 modificato e torna nuovamente sulla spiaggia.

Jason viene colpito per primo da breve distanza mentre si trova nel sacco a pelo. Il rumore dello sparo sveglia Lindsay, che riesce a sollevarsi e a rivolgere lo sguardo verso il fidanzato prima di essere raggiunta a sua volta da un colpo alla testa. La dinamica resa nota durante il procedimento del 2019 modifica quindi una delle convinzioni che accompagnano per anni il caso: inizialmente si ritiene che entrambi siano stati colpiti durante il sonno, mentre la confessione di Gallon indica che Lindsay è cosciente almeno nei pochi istanti compresi tra i due spari.

Dopo gli omicidi Gallon non lascia semplicemente il luogo. Recupera i bossoli, eliminando dalla spiaggia un elemento che avrebbe potuto fornire agli investigatori informazioni balistiche immediate, e li conserva. Questo comportamento diventa decisivo tredici anni più tardi, quando proprio il luogo in cui afferma di averli nascosti permette di verificare materialmente una parte del suo racconto.

Il ritrovamento del 18 agosto 2004

Lindsay e Jason devono rientrare al campo di Coloma, ma non si presentano. La loro assenza provoca preoccupazione e viene segnalata, mentre sulla costa la Ford Tempo rimane parcheggiata sopra Fish Head Beach. Il 18 agosto il duplice omicidio emerge quasi casualmente durante un intervento che non riguarda inizialmente la coppia.

Un equipaggio dello Sheriff’s Office della contea di Sonoma interviene nell’area di Jenner per soccorrere una persona rimasta bloccata lungo una scogliera. Durante le operazioni, dall’elicottero vengono individuate due figure immobili sulla spiaggia. Il controllo successivo permette di stabilire che si tratta di Lindsay Cutshall e Jason Allen.

Entrambi si trovano ancora nei sacchi a pelo ed entrambi presentano una ferita d’arma da fuoco alla testa. Il campo improvvisato non mostra le conseguenze di una colluttazione significativa e gli effetti personali della coppia rimangono sul posto. Anche l’automobile non risulta sottratta. Gli accertamenti non rilevano elementi compatibili con un’aggressione sessuale, mentre l’assenza dell’arma permette di escludere rapidamente l’ipotesi di un omicidio-suicidio.

Quello che resta è quindi un duplice omicidio privo dei moventi che, nelle prime fasi di un’indagine, consentono normalmente di delimitare il numero delle persone da controllare. Non emerge una rapina, non emerge un’aggressione sessuale, non emerge un conflitto conosciuto e non esiste una rete locale di rapporti personali attraverso cui cercare qualcuno che possa avere interesse a uccidere Lindsay o Jason. I due sono soltanto di passaggio nella contea di Sonoma e non risultano collegati all’ambiente nel quale vengono uccisi.

Questa assenza di relazione tra vittime, luogo e autore diventa il principale ostacolo investigativo del caso.

Una scena del crimine con poche tracce utilizzabili

Gli esami sui proiettili permettono agli investigatori di restringere il tipo di arma impiegata a un fucile Marlin calibro .45, ma l’arma non viene recuperata e sulla spiaggia non vengono trovati i bossoli. La loro assenza suggerisce che l’autore possa averli raccolti dopo avere sparato, introducendo la possibilità che l’eliminazione delle tracce non sia casuale.

La scena presenta tuttavia altri materiali che devono essere analizzati senza sapere quali appartengano realmente all’omicidio e quali siano semplicemente il risultato della frequentazione della spiaggia da parte di altre persone. Fish Head Beach non è un ambiente controllato: oggetti abbandonati, legni, bottiglie e tracce biologiche possono precedere l’arrivo di Lindsay e Jason o essere lasciati da visitatori che non hanno alcun rapporto con il delitto. Il problema investigativo non consiste quindi soltanto nella scarsità degli elementi disponibili, ma nella difficoltà di stabilire quali elementi siano pertinenti.

Nel 2006, quando l’indagine non produce ancora un’identificazione, lo Sheriff’s Office rende pubblici alcuni particolari nella speranza di riattivare la memoria di eventuali testimoni. Tra gli oggetti esaminati compaiono legni sui quali sono raffigurati volti dalle caratteristiche insolite, una bottiglia di birra e una traccia di DNA di provenienza non immediatamente determinabile. Viene inoltre diffusa l’immagine di una collana simile a quella che Lindsay avrebbe ricevuto poco prima della morte e che non viene ritrovata tra i suoi effetti personali.

Nessuno di questi elementi produce la svolta necessaria. Nel frattempo vengono raccolte più di mille segnalazioni e gli investigatori verificano persone presenti sulla costa, individui con precedenti violenti, possessori di armi compatibili e possibili collegamenti con altri delitti. La quantità delle informazioni non risolve però il problema iniziale: senza un movente e senza una relazione identificabile tra vittime e autore, ogni pista deve essere costruita quasi esclusivamente attraverso la compatibilità materiale con la scena.

Shaun Gallon compare già nella prima indagine

Il nome di Shaun Gallon non emerge per la prima volta nel 2017. Già nei giorni successivi agli omicidi alcune informazioni portano gli investigatori a interessarsi a lui. Gallon vive nell’area della Russian River Valley, conosce il territorio e possiede familiarità con armi e attività all’aperto. Nel corso degli anni accumula inoltre precedenti per condotte violente, ma nel 2004 questi elementi non sono sufficienti per stabilire un collegamento probatorio con la morte di Lindsay e Jason.

Gallon rimane quindi una delle persone considerate nell’inchiesta senza trasformarsi in un imputato. La distinzione è fondamentale perché l’interesse investigativo, in assenza di prove capaci di collegarlo alla scena, non consente di attribuirgli i due omicidi. Per tredici anni il suo nome resta all’interno di una massa molto più ampia di piste esaminate e progressivamente abbandonate.

La stessa cautela riguarda altri potenziali sospetti. Nel 2009 l’attenzione si concentra per un periodo su Joseph Henry Burgess, ricercato per un duplice omicidio commesso nel 1972 a Radar Beach, sull’isola di Vancouver, in Canada. Le vittime di quel caso sono una giovane coppia uccisa mentre campeggia su una spiaggia e le analogie con Jenner giustificano un confronto investigativo. Quando Burgess muore nel luglio 2009 durante uno scontro a fuoco con la polizia nel Nuovo Messico, diventa possibile effettuare ulteriori verifiche. Il confronto genetico non collega Burgess alla traccia biologica recuperata nell’indagine di Jenner e la pista viene esclusa.

L’episodio mostra uno dei problemi centrali del caso Cutshall-Allen: le caratteristiche apparentemente casuali dell’aggressione consentono di costruire numerose somiglianze con altri crimini, ma una somiglianza non equivale a un collegamento. Per ottenere una soluzione servono informazioni che non descrivano semplicemente un possibile autore, ma dimostrino una conoscenza specifica dell’omicidio.

L’omicidio di Shamus Gallon riapre il caso

Il punto di rottura arriva il 24 marzo 2017 e non nasce da una nuova analisi della scena di Fish Head Beach. Le autorità della contea di Sonoma intervengono a Forestville dopo una chiamata relativa a una sparatoria nell’abitazione della famiglia Gallon. Shamus Gallon, fratello minore di Shaun, viene trovato morto dopo essere stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco. Shaun Gallon lascia l’abitazione ma viene localizzato e arrestato.

L’arresto per la morte del fratello offre agli investigatori la possibilità di tornare su una persona che conoscono già e di interrogarla nuovamente sul caso del 2004. Questa volta il risultato cambia completamente.

Gallon comincia a fornire informazioni sull’omicidio di Lindsay e Jason. Non si limita ad attribuirsi genericamente il delitto, ma descrive particolari che corrispondono alla dinamica e che non sono stati resi integralmente pubblici. Gli investigatori devono comunque affrontare un problema essenziale: una confessione, soprattutto quando arriva molti anni dopo il fatto e da una persona coinvolta in un altro grave procedimento, deve essere verificata attraverso elementi indipendenti.

La ricerca si concentra quindi sui dettagli suscettibili di riscontro materiale.

Uno di questi riguarda i bossoli mancanti dalla scena del crimine. Gallon racconta di averli raccolti dopo gli spari, di averli inseriti in una lattina e di aver nascosto il contenitore tra i rovi nella proprietà del padre. Gli investigatori controllano il luogo indicato e recuperano ciò che Gallon descrive. Un particolare rimasto estraneo alla ricostruzione pubblica del delitto si trasforma così nell’elemento capace di collegare le dichiarazioni a una prova fisica.

Il 5 maggio 2017 lo Sheriff’s Office annuncia pubblicamente di ritenere Shaun Gallon responsabile degli omicidi di Lindsay Cutshall e Jason Allen. L’annuncio non coincide ancora con l’inizio del processo per il duplice omicidio: l’indagine continua e la procura valuta il materiale prima di formulare le accuse specifiche, che arrivano nel maggio 2018.

La ricostruzione fornita da Gallon

Le dichiarazioni di Gallon consentono di costruire una dinamica più precisa di quanto la scena del 2004 permetta. Nel suo racconto descrive di trovarsi nell’area di Jenner e di vedere Lindsay e Jason dirigersi verso la spiaggia. In un secondo momento torna nella zona, scende lungo la scogliera e raggiunge il punto in cui i due hanno sistemato i sacchi a pelo.

Dopo averli osservati, torna al veicolo e prende il fucile Marlin calibro .45, al quale modifica la lunghezza della canna per renderlo più facilmente trasportabile. Ridiscende quindi verso la spiaggia. Spara prima a Jason da una distanza di pochi metri e poi a Lindsay quando la giovane si solleva dopo il primo colpo.

La descrizione introduce una forma di deliberazione che risulta importante anche sotto il profilo giudiziario. L’aggressione non coincide con una reazione immediata a un confronto con la coppia: Gallon vede i due, si allontana, ritorna, raggiunge la spiaggia, risale per recuperare l’arma e scende ancora una volta. La sequenza comprende quindi più momenti nei quali l’azione può essere interrotta, ma prosegue fino agli spari e alla successiva raccolta dei bossoli.

Molto meno definito rimane il movente. Gallon descrive uno stato mentale alterato, riferisce di essere insoddisfatto della propria vita e parla di voci che lo tormentano. Nella ricostruzione processuale compare anche la sua irritazione verso la presenza della coppia sulla spiaggia e l’idea di agire per una forma di risentimento o dispetto nei confronti di persone che non conosce. Nessuno di questi elementi produce però un movente strutturato paragonabile a quelli presenti negli omicidi legati a interesse economico, vendetta, relazione personale o occultamento di un altro reato.

Anche le questioni relative alla salute mentale di Gallon richiedono una distinzione precisa. Nel procedimento la difesa richiama problemi psichici e un grave episodio legato all’assunzione di LSD risalente ai primi anni Duemila, sostenendo che le sue condizioni contribuiscono ai comportamenti successivi. Queste argomentazioni fanno parte della valutazione giudiziaria dell’imputato, ma non permettono di trasformare automaticamente una condizione psicologica o psichiatrica in una spiegazione causale dell’omicidio. Ciò che può essere stabilito è la sequenza delle azioni e il contenuto delle dichiarazioni di Gallon; il passaggio ulteriore, cioè individuare una causa unica capace di spiegare perché scelga proprio Lindsay e Jason, rimane molto meno definito.

Le accuse e il procedimento giudiziario

Nel maggio 2018 Shaun Gallon viene formalmente accusato dei due omicidi di Jenner. Il procedimento comprende anche l’omicidio del fratello Shamus, avvenuto nel 2017, e un precedente tentato omicidio del giugno 2004, quando un ordigno viene utilizzato contro un uomo a Monte Rio. Il quadro giudiziario non trasforma Gallon in un serial killer nel significato criminologico del termine: i diversi episodi appartengono a circostanze differenti e non mostrano la struttura seriale necessaria per classificare automaticamente l’autore in quella categoria.

Il 13 giugno 2019 Gallon presenta dichiarazioni di no contest rispetto alle principali accuse. Nel sistema statunitense il nolo contendere non costituisce formalmente la stessa dichiarazione con cui l’imputato afferma direttamente la propria colpevolezza, ma nel procedimento penale consente alla corte di pronunciare la condanna sulla base delle accuse accettate. L’accordo comprende la decisione della procura della contea di Sonoma di non richiedere la pena di morte.

Il 15 luglio 2019 il giudice Robert LaForge pronuncia la sentenza. Gallon riceve tre condanne consecutive all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, relative agli omicidi di Lindsay Cutshall, Jason Allen e Shamus Gallon, oltre a ulteriori pene per il tentato omicidio, l’uso delle armi e le aggravanti contestate. Il complesso della pena aggiunge 94 anni alle tre condanne all’ergastolo.

Con la sentenza si chiude sul piano giudiziario un caso che per quasi quindici anni rimane associato all’assenza di un sospettato perseguibile. La soluzione non arriva attraverso una singola innovazione forense o una nuova tecnologia applicata alle vecchie prove, ma dalla convergenza tra una dichiarazione e la possibilità di verificarne concretamente una parte rimasta nascosta dal 2004.

I bossoli e il valore della corroborazione

Il recupero dei bossoli costituisce uno degli aspetti investigativi più significativi dell’intero caso perché mostra la differenza tra una confessione e una confessione corroborata. Le dichiarazioni autoaccusatorie non vengono considerate automaticamente affidabili soltanto perché contengono un’ammissione di responsabilità. Possono essere false, imprecise, contaminate dalla conoscenza pubblica del caso oppure prodotte per motivazioni che non coincidono con l’effettiva partecipazione al reato.

Nel caso di Jenner, dopo tredici anni di esposizione mediatica, questo problema assume un peso particolare. Molte informazioni sull’omicidio sono già note: le identità delle vittime, la spiaggia, la presenza dei sacchi a pelo, le ferite alla testa e il probabile tipo di arma compaiono nella cronaca fin dalle prime fasi dell’inchiesta. Una persona potrebbe quindi ripetere questi elementi senza essere stata presente sulla scena.

Per questo diventano importanti i particolari non divulgati o comunque suscettibili di verifica indipendente. Gallon conosce la sequenza degli spari, descrive aspetti della posizione delle vittime e indica soprattutto che cosa accade ai bossoli che gli investigatori cercano senza trovarli nel 2004. Quando conduce le autorità al luogo in cui il contenitore viene effettivamente recuperato, la confessione smette di poggiare soltanto sulla parola dell’interrogato.

Il valore di questo passaggio non consiste nel carattere spettacolare del ritrovamento, ma nella sua funzione probatoria. Un oggetto apparentemente marginale, conservato per anni lontano dalla scena del crimine, permette di collegare l’autore delle dichiarazioni a una conoscenza che richiede una spiegazione concreta. È proprio questa differenza a trasformare una persona già considerata nell’inchiesta in un sospettato contro il quale può essere costruito un procedimento.

Un caso risolto senza un movente pienamente definito

La condanna di Shaun Gallon permette di stabilire la responsabilità penale per gli omicidi di Lindsay Cutshall e Jason Allen, ma non elimina l’elemento che rende il caso particolarmente difficile fin dal 2004: l’assenza di una relazione comprensibile tra vittime e assassino. Gli investigatori non individuano un rapporto precedente tra la coppia e Gallon e non emerge una ragione per cui Lindsay e Jason debbano diventare obiettivi specifici.

Le dichiarazioni rese dall’autore descrivono una decisione maturata nel corso della stessa notte e orientata contro due persone incontrate casualmente. Possono chiarire come Gallon raggiunge la spiaggia, quale arma utilizza, in quale ordine spara e come elimina i bossoli dalla scena, ma spiegano soltanto in parte perché l’azione avviene. Il risentimento che riferisce, le voci di cui parla e le considerazioni formulate dalla difesa sulle sue condizioni psicologiche appartengono alla ricostruzione del suo stato personale, senza produrre un movente univoco.

Proprio questa assenza condiziona tredici anni di indagine. Lindsay Cutshall e Jason Allen non vengono uccisi perché appartengono a un ambiente criminale, perché partecipano a una controversia o perché intrattengono un rapporto con l’autore. Si trovano temporaneamente in un luogo che Gallon frequenta e diventano vittime di una decisione che nasce fuori dalla loro storia personale. Di conseguenza, gli strumenti investigativi basati sulle relazioni della vittima producono pochissime direzioni utili, mentre il numero dei potenziali autori rimane ampio.

Il caso di Jenner mostra così anche il limite operativo di una scena apparentemente semplice. Due vittime, un’unica arma, una dinamica relativamente breve e nessun tentativo complesso di occultare i corpi possono far pensare a un delitto più facilmente ricostruibile. In realtà, l’assenza del movente e di una connessione tra autore e vittime rende l’identificazione estremamente difficile. Gallon compare già nelle verifiche iniziali, ma per anni manca l’elemento capace di trasformare il sospetto in prova.

Quando quell’elemento arriva nel 2017, nasce da un altro omicidio e dalla possibilità di interrogare nuovamente una persona già conosciuta dagli investigatori. La successiva localizzazione dei bossoli fornisce il riscontro che il caso attende dal 2004. La responsabilità giudiziaria acquista così una definizione che il movente non raggiunge mai completamente: Lindsay Cutshall e Jason Allen incontrano il loro assassino durante pochi giorni trascorsi sulla costa californiana, senza che emerga una storia precedente capace di spiegare perché proprio loro diventino le vittime del duplice omicidio di Fish Head Beach.

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